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Ho aperto la porta della camera da letto di mia figlia adolescente

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qualcosa di insolito: solo una quiete immobile che persisteva. Mi dicevo che era questo l'aspetto della fiducia. Non ogni porta chiusa è indice di un problema, e il rispetto non si manifesta sempre apertamente. Eppure, non potevo ignorare la sensazione che accompagnava quel silenzio.Essere genitori in questa fase non significa cogliere gli errori, ma imparare a convivere con l'incertezza. Significa decidere, ancora e ancora, di fidarsi di ciò che non si vede. In quei momenti di quiete, ho capito che crescere un adolescente non significa tanto controllarlo quanto sperare: sperare che i valori che gli hai trasmesso guidino le sue scelte, anche a porte chiuse.

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