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La Città di Vetro si svegliò in un silenzio innaturale.

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Un errore minuscolo, quasi invisibile.
Un dettaglio scritto anni prima, durante uno stage in cui nessuno aveva tempo di controllare tutto. Una leggerezza. Una riga di codice che non avrebbe mai dovuto fare la differenza.
Eppure eccolo lì: il Cigno nero.
Non un attacco, non un sabotaggio, non un nemico.
Una verità scomoda: la città era crollata su se stessa, per colpa della sua stessa fiducia cieca.
Elia sentì un gelo salire dalla schiena.
Non era solo un errore tecnico.
Era una rivelazione.
Come Edipo davanti all’oracolo, capì che il male non veniva da fuori, ma da dentro.
E che lui stesso, senza volerlo, ne era parte.
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