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Non è la scelta più economica che tu possa fare, ma in alcune situazioni ti può aiutare a organizzare in poco tempo un pasto completo e salutare. Ecco una guida pratica per un uso consapevole dell’insalata in busta.

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Purtroppo non puoi sapere se chi ha maneggiato la tua busta di insalata prima di te ha rispettato la catena del freddo. Ci sono però degli indizi su cui ti puoi basare per evitare di consumare (o di acquistare) prodotti che non sono stati conservati correttamente:

  • una busta gonfia può essere il risultato di processi fermentativi dovuti alla proliferazione indesiderata di batteri: lasciala sullo scaffale del supermercato o, se l'hai già acquistata, buttala nella spazzatura;
  • anche la presenza di condensa può essere il segnale di un'alterazione dell'insalata: evita le confezioni in cui intravedi dell'acqua;
  • se le foglie dell'insalata sono scure, annerite, avvizzite o incollate alla busta, c'è qualcosa che non va: meglio non mangiarla, perché potrebbe essere contaminata da batteri;
  • non mangiare mai l'insalata se all'apertura della busta vieni sorpreso da un cattivo odore: anche in questo caso è facile che la causa di questa caratteristica sia una proliferazione batterica.

Per il resto, comportati come faresti con i prodotti del banco frigo: mettila nel carrello per ultima, trasportala in una borsa che riesca a conservarla fredda e, una volta a casa, riponila il prima possibile in frigorifero. Mettila pure nel cassetto riservato a frutta e verdura, ma ricorda: qui gli sbalzi di temperatura possono essere significativi, quindi è meglio dare una controllatina alla confezione prima di rovesciare l'insalata nel tuo piatto.

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