Più che di diete parliamo di regimi alimentari. Non percorsi sporadici e una tantum, che cominciano e finiscono con il raggiungimento della meta, oppure per noia e mancanza di costanza. Vi presentiamo una carrellata dei più diffusi stili nutrizionali.
Onnivori
Nella loro dieta c’è tutto il commestibile: frutta, verdura, legumi, funghi, semi, prodotti di origine animale. Teoricamente anche gli insetti, a chi piacciono. Poi ci sono quelli che non mangiano i molluschi, detestano le interiora, non amano le verdure. Ma questa è un’altra storia.
Vegetariani
Non mangiano carne e pesce, ma porte aperte a formaggi e latticini, uova, miele. Lo zoccolo duro di questo regime alimentare è rappresentato da frutta e verdura, legumi e cereali integrali (che abbinati formano la proteina biodisponibile, con tutti e 9 gli aminoacidi essenziali), frutta secca in guscio, semi e alghe (che apportano ferro).
Vegani
Come i vegetariani, non mangiano carne e pesce, ma neanche prodotti di origine animale: uova e derivati del latte. Neanche il miele, perché figlio del lavoro delle api e legato al loro sfruttamento. Ammessi invece i funghi, che non sono né vegetali né animali ma appartengono a un regno biologico a sé, quello degli eucarioti. Nonostante i rischi di carenze di ferro, calcio, vitamina D e B12, il veganesimo si sta diffondendo. Alcuni nomi famosi del cinema: Michelle Pfeiffer, Anne Hathaway, Natalie Portman, Joaquin Phoenix.
Ostrovegani
L’ostroveganismo è una dieta che deriva da quella vegana ma permette il consumo di molluschi bivalve, ossia cozze, vongole, ostriche, capesante, telline, tartufi di mare ecc. La motivazione: questi conchigliacei sono sì animali marini ma privi di sistema nervoso centrale sviluppato e non proverebbero dolore. I vegani tradizionalisti dissentono, fedeli all’esclusione di qualsiasi organismo vivente nella loro dieta. Per gli ostrovegani è un compromesso in quanto fonte ricca di proteine, Omega-3, vitamina B12 e minerali come ferro e zinco, spesso carenti in una dieta vegana stretta. Inoltre, l’allevamento dei molluschi bivalve è considerato una delle pratiche di acquacoltura più sostenibili: questi organismi filtrano l’acqua, migliorando lo stato dell’ambiente marino e, a differenza di altri animali come pesci, bovini, suini e pollame, non hanno bisogno di alimenti forniti dall’uomo, pesticidi o antibiotici.
Pescetariani
Il pescetarianismo è un regime alimentare semi-vegetariano che consiste nell’esclusione della carne e dei suoi derivati, ma non degli animali acquatici, d’acqua dolce o salata, tranne i vertebrati che non siano pesci: mammiferi come balene e delfini, rettili come le tartarughe marine e anfibi come le rane.
Flexitariani
Sono i “vegetariani flessibili”, coloro che seguono un regime alimentare basato sui prodotti vegetali – frutta, ortaggi, legumi, cereali (preferibilmente integrali) – ma che con moderazione e occasionalmente mangiano anche carne, pesce e altri prodotti di origine animale. Attenzione alla salute, all’ambiente e al benessere animale ma senza troppe rinunce.