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Un frutto che arriva dalla foresta amazzonica brasiliana e che in Italia non è comune trovare: il cupuaçu, celebre per il suo uso in cosmetica, ma utilizzato anche in cucina per il suo mix goloso di sapori e aromi che lo rende un ingrediente perfetto per succhi e sorbetti.

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In Europa il cupuaçu non è così noto come lo è nella foresta Amazzonica, specialmente in Brasile, il suo territorio di elezione. Si tratta di un albero che appartiene al genere Theobroma, come appunto il più famoso cacao, con cui condivide anche la famiglia, quella delle Sterculiaceae, un insieme di piante esotiche diffuse in particolare nelle aree tropicali e subtropicali del mondo. Nel caso del cupuaçu, chiamato copoazú o copoasu, l’albero raggiunge i 15-20 metri di altezza ed è caratterizzato da foglie grandi e lunghe, che arrivano a misurare anche 30 cm: i veri protagonisti, però, sono i frutti, apprezzati per essere gustosi e aromatici, nonché ricchi di proprietà.

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Cupuaçu: un frutto dal sapore unico
Il termine cupuaçu, con cui in Brasile si indica soprattutto il frutto dell’omonima pianta, deriverebbe dal popolo indigeno Tupi, che univa le parole kupu (ovvero che assomiglia al cacao) e uasu (grande), anche se spesso il suo significato tradizionale è quello di “frutto degli dei”, date le sue molteplici virtù. A rendere speciale il cupuaçu sono le peculiarità della polpa, che è contenuta all’interno dell’esocarpo, duro e legnoso, coperto di da una specie di peluria marrone. La polpa, infatti, è celebre per il suo sapore simile a quello del cioccolato e i suoi aromi, che richiamano la banana, la papaya e l’ananas, in equilibrio perfetto tra dolcezza e acidità: si presenta divisa in sezioni, ciascuna con dei semi.

Come si usa in cucina il cupuaçu?

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