La polpa si rivela un ingrediente versatile: il frutto intero non è semplice da reperire fuori dal Brasile, è possibile – con fatica – trovare in vendita la polpa fresca o surgelata, pronta all’uso. Per la sua consistenza densa e cremosa e per la nota così piacevolmente profumata il suo utilizzo principale è in succhi, frullati e bevande in genere, o come base per budini, gelati, sorbetti e semifreddi. Dai semi del cupuaçu si può ricavare anche una crema spalmabile simile a quella realizzata con il cioccolato (meno costosa e senza caffeina), detta cupolate, che per anni è stata al centro di un grosso caso di biopirateria: del nome cupuaçu, infatti, se ne era appropriata un’azienda giapponese, facendolo diventare un marchio esclusivo del Sol Levante, creando così gravi problemi di utilizzo del frutto nel suo paese di origine. La questione legale si è risolta a favore del Brasile, con la parola cupolate “brevettata” ufficialmente dall’Embrapa (Empresa Brasileira de Pesquisa Agropecuária), un’istituzione statale che si occupa dello sviluppo tecnologico dell’agricoltura e dell’allevamento brasiliani.
Benefici e proprietà: sotto il segno dei superfood
Il cupuaçu è un albero che fa parte della biodiversità del Brasile, di cui già gli indigeni avevano capito le tante potenzialità. Dal punto di vista nutrizionale e terapeutico, il cupuaçu è considerato un vero e proprio superfood. La sua polpa è ricca di vitamina C, acidi grassi essenziali, polifenoli e altri antiossidanti che aiutano a combattere i radicali liberi e a prevenire le infiammazioni, oltre a fornire fibre e minerali come potassio e magnesio, tanto da essere impiegato anche come integratore alimentare. Uno dei suoi usi più noti è quello in cosmetica: dai semi, infatti, si estrae il burro di cupuaçu, nutriente, idratante e protettivo sia per la pelle (presente in creme e lozioni per il corpo), sia per i capelli, in shampoo e balsamo.